Marilleva in Val di Sole Trentino

Come la “gemella” Folgarida, la stazione di Marilleva nacque alla fine degli anni ’60, precisamente nel 1968, sull’onda del nuovo sviluppo turistico della Val di Sole. Divisa tra i due poli sorti rispettivamente a quota 900 metri e a quota 1400 m collegati da una comoda strada e da una moderna telecabina, la stazione attualmente è capace di oltre 10.000 posti. A quota 900 è nato un “terminal” con parcheggi e servizi, con il centro residenziale attraversato da una via pedonale coperta che collega impianti a fune, alberghi, attrezzature, piscine e impianti sportivi. Le piste poi sono naturalmente collegate in quota con gli impianti di risalita delle vicine Folgarida e Madonna di Campiglio, con cui formano un circo bianco lungo tutti i versanti della montagna.

marilleva

Davvero curiosa è la supposta origine del toponimo “Marilleva”, originato da un “Marì Levà” (marito, alzatevi!) detto da una moglie stufa al marito poltrone; anch’essa legata per secoli all’economia silvo-pastorale prevalente nella valle, ha consociuto una nuova esistenza a partire dallo sviluppo turistico degli anni ’60. Cemento e vetro caratterizzano una tipologia costruttiva che si scosta dalla tradizione della valle, per una stazione progettata con imponenti blocchi costruttivi a gradoni sovrapposti. Si tratta di una vera città autosufficiente, di case-paese, con le piste da sci che arrivano fin sulla porta di casa. Proprio nel mese di maggio 2002 il vescovo di Trento, mons. Luigi Bressan, ha benedetto la prima pietra della nuova chiesa che presto verrà eretta a Marilleva 1400.